Domenica 1° giugno alle 16:00 CEST Bambu Lab svela l’A2L. Il teaser ufficiale dice poco — Creative Playground. Extra Large. — ma abbastanza per capire che puntano su una cosa sola: più spazio.
Se hai già un A1 o stai valutando un acquisto in questa fascia, vale la pena capire cosa sta arrivando prima di decidere.
Il problema che l’A2L vuole risolvere
Chi lavora con un A1 lo conosce bene: 256×256×256mm di piano sono sufficienti per la maggior parte dei pezzi, ma non per tutti. E quando non bastano, il workaround classico è spezzare il modello in due parti, stampare separatamente, incollare — con tutto quello che comporta in termini di tempo, allineamento, e risultato finale che non è mai identico al pezzo unico.
Non è un problema grave, è un limite. Ma è il tipo di limite che torna fuori con una frequenza fastidiosa su certi tipi di lavoro: props di grandi dimensioni, caschi, pannelli decorativi, componenti strutturali allungati. Più si lavora con l’A1, più si capisce dove finisce.
La L nel nome dell’A2L non è casuale.
Estrusore PMSM: la novità tecnica più interessante
Oltre al volume, l’altra cosa che circola nelle discussioni della community riguarda l’estrusore: l’A2L dovrebbe montare un motore PMSM (Permanent Magnet Synchronous Motor) con controllo a loop chiuso.
Tradotto: l’estrusore non si limita a girare a una velocità impostata, ma monitora in tempo reale quanto materiale sta effettivamente passando e si autocorregge se qualcosa non torna. Se il filamento scivola, se cambia la viscosità con la temperatura, se la velocità di stampa supera quello che il materiale riesce a gestire — la macchina lo rileva e aggiusta prima che diventi un problema.
In pratica significa meno sotto-estrusione, meno fallimenti su stampe lunghe, meno sprechi. Sui pezzi piccoli la differenza è marginale. Su una stampa da 8 ore su un piano 400mm, inizia a valere qualcosa.
Dove si inserisce nella gamma
L’A1 resta la scelta per chi cerca affidabilità senza complicazioni — open frame, ecosistema AMS già rodato, prezzo contenuto. Per i laboratori che gestiamo a Milano e Perugia, e per chi non ha tempo di occuparsi della macchina ma vuole risultati, è ancora quella che consigliamo prima.
La P-series (P1S, P2S) è un altro mondo: camera chiusa, materiali tecnici come PA e ABS, target più professionale. Il prezzo è diverso perché risolve problemi diversi.
L’A2L, stando al teaser, si colloca sopra l’A1 come dimensione e come tecnologia dell’estrusore, ma rimane nel territorio maker e creativo. “Creative Playground” non è il posizionamento di una macchina per produzione industriale — è per chi stampa cose grandi e vuole farlo senza mettere insieme pezzi.
Vale la pena aspettare domenica?
Se il volume dell’A1 non ti ha mai creato problemi seri, non c’è un motivo urgente di aspettare. Il firmware è maturo, il prezzo è sceso, funziona bene.
Se invece lavori regolarmente su scala medio-grande, quattro giorni di attesa per vedere le specifiche ufficiali hanno senso prima di spendere — la stima in giro è 480–600€, ma fino a domenica è solo una stima.
Un’ultima cosa: l’estrusore PMSM da solo è un argomento valido per preferire l’A2L all’A1, indipendentemente dal volume. Chi stampa molto e su materiali diversi noterà la differenza in affidabilità nel tempo.
Aggiornamento domenica 1° giugno
Appena Bambu pubblica le specifiche complete, aggiorniamo questo articolo con: volume esatto, prezzo ufficiale per l’Italia, compatibilità AMS Lite vs AMS standard, e una valutazione diretta su chi dovrebbe comprarla.
Per sapere quando esce l’aggiornamento: scrivici o aggiungi la pagina ai segnalibri.
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